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Asja Energy al fianco di CinemAmbiente anche nel 2026

Prosegue la collaborazione tra Asja Energy e il Festival CinemAmbiente: confermato il Premio Asja al miglior documentario e l’evento è carbon neutral grazie a CO2reduction.

Comunicato Stampa

Torino, 20 maggio 2026. Asja Energy Società Benefit rinnova con entusiasmo la collaborazione che va avanti da oltre vent’anni con CinemAmbiente, il Festival internazionale dedicato al cinema ambientale che si svolge dal 3 al 7 giugno 2026 a Torino.

Edizione dopo edizione, il Festival si conferma un importante punto di incontro tra cinema e sostenibilità, capace di coinvolgere e sensibilizzare un pubblico sempre più ampio sui temi del cambiamento climatico.

Anche quest’anno, Asja contribuisce a rendere il Festival un esempio virtuoso di sostenibilità garantendone la neutralità climatica: grazie al progetto CO2reduction vengono compensate le emissioni climalteranti non evitabili tramite crediti di carbonio evitato. 

Inoltre, a testimonianza del forte legame con la manifestazione, anche per questa edizione al miglior documentario in concorso verrà assegnato il “Premio Asja”.

Mai come quest’anno il Festival CinemAmbiente assume un ruolo fondamentale per comunicare l’urgenza di risolvere l’emergenza climatica e quella energetica, due crisi dalla causa comune: l’utilizzo dei combustibili fossili” dichiara Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Asja Energy.  “Il potente linguaggio del Cinema si faccia portatore verso il grande Pubblico dell’importanza della transizione energetica come unica via per ridurre drasticamente le emissioni di CO e rendere lItalia più sicura e indipendente. Serve un cambiamento tempestivo perché entrambe le emergenze si sono aggravate: il 2025 è stato uno degli anni più caldi mai registrati, accanto al 2023 e subito dopo il 2024, e il triennio 2023-2025 è stato il primo con temperature globali stabilmente oltre +1,5 °C. Allo stesso tempo, la nuova crisi dei fossili aperta dalla guerra in Iran è persino più grave di quella del 2022 e conferma che l’Italia, tra i Paesi europei più dipendenti dalle importazioni di combustibili fossili, resta esposta ai costi e ai rischi più elevati.

 

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